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Maker Faire 2015: intervista ai ragazzi di Architettura Roma Tre - Occhiaperti Blog

Maker Faire 2015: intervista ai ragazzi di Architettura Roma Tre

(Continua dall’intervista a Paola Magrone –> vai all’intervista)

“Vuole presentare i ragazzi e le ragazze che sono allo stand?”  (ci avviciniamo a due di loro)

IMG_20151017_125923277“Loro sono Marco e Michelangelo, studenti della magistrale di Architettura. Me li sono scelti, si appassionano, conoscono la matematica. Gli oggetti su questo tavolo si possono toccare tutti. Abbiamo testato il laboratorio Formulas in vari contesti, è andato bene. Venerdì c’erano le scolaresche ed era tutto pieno. Tante persone si soffermano qui, per i ragazzi è fondamentale. Io ho fatto con loro un’oretta di insegnamento sulla costruzione dei poligoni, loro si sono entusiasmati e lo trasmettono”

“Spiegatemi cosa c’è su questo tavolo. Vedo delle strisce di carta colorata”

“Sì occorre piegarle lungo le linee tratteggiate per ottenere dei poligoni. Secondo Platone ad ogni elemento fondamentale corrisponde un solido. Fuoco = tetraedro, terra = cubo, aria = ottaedro, acqua = icosaedro, etere =dodecaedro. Quest’ultimo corrisponde alla bellezza: Dio lo creò per decorare il mondo, è il più complesso da realizzare ma dà anche più soddisfazione. Il pubblico ci si mette d’impegno quando capisce che è una sfida, e tutti se lo sono portato via a casa! Tu di che segno sei?”

“Gemelli”

“Quindi un segno d’aria che corrisponde all’ottaedro. Costruiscilo pure da sola… bene, adesso spilla qui”

“Siete diventati rapidi”

IMG_20151017_125814738 Ne abbiamo fatte centinaia! Da semplici strisce di carta noi costruiamo i 5 poliedri platonici”

“Sono origami?”

“No, non sono origami. Questi vanno spillati, gli origami invece sono solo piegati e si reggono da soli. Ce ne sono alcuni più semplici come il tetraedro, altri invece sono più complessi come l’icosaedro, che eppure è l’unico che viene bene con gli incastri, invece il dodecaedro ci sono 6 modi per farlo”

“Perché state facendo questa cosa e non un’altra?”

“E’ un modo per avvicinare i ragazzi alla matematica e alla manualità, è un laboratorio hands-on. Incuriosisce e sono facili da trasportare. Costruendo oggetti, bambini capiscono meglio lo spazio; ci sono studi di neuroscienziati che lo confermano”

“Se io mi fossi appena diplomata e stessi cercando una facoltà, cosa mi direste?”

“Architettura non è per tutti, l’importante è che se ti piace riesci ad andare bene avanti; bisogna avere basi di disegno, passione per l’architettura, per l’arte. Io sono venuto dallo Scientifico, lui dal Classico e ci siamo trovati entrambi bene. Architettura è una facoltà che ha molte discipline differenti che si mischiano, occorre dedicargli tempo e avere forza di volontà. L’importante è la passione: noi siamo arrivati sin qui superando gli ostacoli”

Intervista e articolo di: Alice Palombarani

Scritto e pubblicato il: 28.10.2015

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