Maker Faire 2021, il luogo è ricco di senso ma dai maker ci vuole qualcosa in più (Linkedin)

La Maker Faire Rome offre ogni anno innumerevoli spunti di riflessione (non convenzionale) sugli sviluppi della comunicazione fra esperienza, brand e identità e offre lo spunto per riflettere sul significato della comunicazione integrata

Avete mai avuto l’impressione di osservare il dietro le quinte di un luogo molto frequentato? Bene, i 12 ettari dell’area del gazometro sono il vastissimo “cortile sul retro” del quartiere Ostiense. È qui che si è tenuta la nona edizione della Maker Faire.

Dopo aver visto e ascoltato le pubblicità della fiera (complice anche l’attenzione selettiva post-acquisto del biglietto) su numerosi media, dalla radio alla cartellonistica stradale, la visita “onsite” è stata meritevole di attenzione, proprio come l’edizione 2019

Qualche riflessione:

Il luogo della Maker Faire 2021

A mio parere l’area del gazometro è stata la sede più evocativa di tutte e nove le edizioni. Il binomio ferro-vetro e il contrasto cromatico fra vecchi edifici e nuovi coworking crea un contrasto significativo che rafforza il brand Maker Faire. Inoltre le testimonianze di archeologia industriale fanno da sfondo alla rilettura del passato, all’innesco di nuove energie e alla narrativa della ripartenza dopo la pandemia. Per questo motivo lo scarto è fonte di ispirazione e mantiene l’attenzione elevata per tutto il tempo della visita. 

Vengono in mente Fallout New Vegas e Tomb Raider, videogiochi ambientati rispettivamente in una California post-atomica e fra la vegetazione lussureggiante delle rovine Maya. E, ovviamente, le piramidi come parenti ancestrali dei tre gazometri “minori”.

Gli stand della kermesse

Secondo me è questo il punto dove occorre intervenire maggiormente. Se nelle prime edizioni della Maker Faire ci meravigliavamo di droni, cani robot e stampanti laser, adesso la loro presenza non è sufficiente ad attirare l’attenzione. Proprio come il giudice Manuel Agnelli spiega a un aspirante concorrente di X Factor: qui ci vuole un salto carpiato perché la gente da te pretende almeno il doppio rispetto alla volta scorsa. E la kermesse, che ha raggiunto quasi il decennio di vita, necessita di una nuova formula espositiva.

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