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Comunicazione politica

Elezioni politiche 2018: i cartelloni elettorali a Roma

Roma. In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 le strade si riempiono di cartelloni elettorali. Quali sono i più efficaci e perché? Diamo un’occhiata sul campo ai diversi partiti in corsa.

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 sono alle porte e i partiti sono in piena campagna elettorale. Girando per Roma mi hanno colpita soprattutto i mezzi “onland”: nelle strade svettano cartelloni, sfrecciano manifesti e occhieggiano video con i protagonisti in corsa. Nelle stazioni ferroviarie, sulle fiancate degli autobus e dietro le tabelle dei bus. Ecco una carrellata e un tentativo d’interpretazione personale di quelli che ritengo più efficaci e che ho documentato con delle foto per avere un occhio critico anche sul supporto di affissione e sull’ambiente in cui sono inseriti: Partito Democratico, Liberi e Uguali, +Europa, M5S e Fratelli d’Italia.

Il Partito Democratico all’ingresso della stazione Termini

All’ingresso della stazione Termini, la principale stazione di Roma, campeggiano in fila quattro enormi pannelli del Partito Democratico di cui potete vedere le foto qui sotto.

I tabelloni sono appesi al soffitto e attirano l’attenzione per i colori accesi e per la grandezza anche se il video di Emma Bonino di cui parlerò dopo vincerebbe sicuramente nella capacità di attirare l’attenzione.

I cartelloni elettorali multicolore del PD riportano la data delle elezioni politiche – il 4 marzo – e slogan come “Vota l’Europa scegli il PD”, “Vota il lavoro scegli il PD” e “Vota la scienza scegli il PD” che, personalmente, ritengo poco efficaci perché non differenziano abbastanza il partito rispetto ai concorrenti e potrebbero essere interpretati come slogan “acchiappatutto”. Sulla parte inferiore del cartellone troviamo il simbolo del Partito Democratico e, ancora più sotto, il sito web e i canali social (Facebook, Twitter, YouTube e Instagram).

A mio parere, questi cartelloni potrebbero dare un senso di pressione, proprio perché “incombono” sopra ai passanti. Inoltre non comunicano fra di loro e non sfruttano l’ambiente in cui sono collocati, la stazione; ognuno ha la propria autonomia e può essere isolato dagli altri: la ripetizione dello stesso messaggio può risultare ridondante. Personalmente penso che sarebbe stata un’ottima trovata sfruttare la prossimità dei cartelloni per farli “dialogare” fra di loro, sulla scia dell’ottimo esempio della pubblicità “Ostrich” della rivista “The Economist”.

Potremmo dire con ironia che sono cartelloni “esibizionisti”: il loro scopo è essere osservati in virtù della loro mole.

Inoltre, colmo de colmi, recentemente sugli stessi cartelloni campeggiano pubblicità di un sito web che gioca su frasi antipolitiche.

Se sei curiosa o curioso di approfondire altri elementi della comunicazione politica del PD puoi leggere l’articolo che scrissi poco tempo fa sulla comunicazione politica di Renzi al Lingotto di Torino, quando Matteo Renzi era in corsa per le primarie del 3 aprile 2017.

Il video di Emma Bonino per +Europa

Stesso luogo ma diverso partito: qualche giorno più tardi troviamo un video elettorale di Emma Bonino per +Europa. Il video corre su un vasto supporto a led posizionato all’ingresso laterale della stazione Termini, il principale snodo ferroviario di Roma nonché fermata delle metro A e B. E’ dunque impossibile non notarlo anche se si è distratti: è luminoso, vivace e attira l’attenzione, inoltre bisogna necessariamente guardarlo se si vuole uscire dalla stazione o se ci si trova la piano terra e si vuole raggiungere il piano inferiore. Quando il video scompare, lascia il posto per qualche secondo alla scritta “Roma Termini”, come si può vedere nelle foto qui sotto.

Il video con Emma Bonino attira maggiormente l’attenzione rispetto ai cartelloni PD sia per la mole che per la rappresentazione grafica e la dinamicità del modo in cui sono presentati i contenuti, anche se nel video non vi sono azioni ma unicamente testi, simbolo ed effetti grafici.

Qui non abbiamo l’indicazione né del sito web né dei canali social.

Personalmente sono stata colpita dall’ingente impiego di risorse economiche attuato da +Europa, un partito giovanissimo (ricordiamo che è nato nel novembre 2017) ma forte anche della presenza di un noto personaggio politico come Emma Bonino (sicuramente l’ingresso laterale della stazione Termini deve essere una location onerosa per una pubblicità – mi informerò meglio sui costi e vi farò sapere). In questo ci ricolleghiamo ai manifesti di Pietro Grasso. In generale, la comunicazione video di +Europa mi ha dato l’impressione di una personalità indipendente dal carattere mite e deciso.

I manifesti di Pietro Grasso: Liberi e Uguali

Il partito Liberi e Uguali ha delle forti somiglianze con +Europa: è anch’esso giovanissimo (nasce nel dicembre 2017) ed è anch’esso capeggiato da una personalità nota come l’ex Presidente del Senato, prima militante nel PD, Pietro Grasso.

Ho individuato i suoi manifesti a Roma soprattutto in prossimità delle fermate degli autobus, proprio sulla parte posteriore delle tabelle dei bus.

Anche qui, come nel video con Emma Bonino, non troviamo né sito web né riferimento alle piattaforme social.

Per quanto riguarda i colori, penso che il giallo sia una scelta efficace e stia ad indicare la novità, l’audacia, la giovinezza politica, e perché no anche la ribellione e la rinascita, in linea con tre elementi:

  • La fuoriuscita di Pietro Grasso dal Partito Democratico
  • La fondazione di un nuovo partito che riunisse le voci di minoranza del PD
  • La carriera di Grasso all’interno della magistratura: a mio parere Grasso in questo momento è forte anche per aver avuto in primis una carriera da magistrato e Procuratore nazionale antimafia, e per essere entrato in politica solo in un secondo momento: ricordiamo che la sua vita politica ebbe inizio nel dicembre 2012 quando si dimise dalla magistratura per candidarsi con il Partito Democratico in vista delle elezioni politiche 2013.

Nel manifesto risalta la figura di Pietro Grasso, mentre in seconda posizione troviamo lo slogan “Per i molti, non per i pochi”, e infine il simbolo rosso del partito (per slogan e simbolo dedicherò un articolo a parte). L’enfasi è posta sulle figure di spicco che guardano direttamente il passante, come nel  video di +Europa con Emma Bonino e nel manifesto di Giorgia Meloni che vedremo più avanti, con un leggero sorriso alla Monna Lisa: uno sguardo diretto che ha l’intenzione di essere rassicurante e carico di promesse.

Il Movimento 5 Stelle on the road

Il Movimento 5 Stelle con il candidato premier Luigi Di Maio ha scelto questo manifesto:

elezioni-movimento-5-stelle

Personalmente non sono riuscita a fotografare uno dei loro manifesti nel contesto cittadino ma per un motivo semplice: personalmente li ho visti solamente sulle fiancate degli autobus e, trovandosi in mezzo al traffico, non ho avuto modo di scattare una foto.

In questi manifesti, resi dinamici dalla disposizione diagonale degli elementi e dei testi, il colore dominante è il bianco ma il giallo ha comunque un ruolo importante perché è il colore tipico del M5S.

In questo caso si è scelto di non usare la figura di Luigi Di Maio, bensì di dare risalto allo slogan “Partecipa. Scegli. Cambia.” e al simbolo del Movimento privo del nome di Beppe Grillo, forse in linea con la scelta pentastellata di porre il programma in primo piano e la figura del politico in secondo piano (ricordiamoci che vorrebbero introdurre il vincolo di mandato).

Fratelli d’Italia e il volto disteso di Giorgia Meloni

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Infine ecco il manifesto di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia in alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi, che recentemente è approdato su Twitter, e la Lega di Matteo Salvini: possiamo vedere la compresenza dello slogan “Il voto che unisce l’Italia” e della figura di Giorgia Meloni che è stata anche oggetto di ironia per il marcato uso del fotoritocco. Ho visto spesso questo manifesto su supporti pubblicitari di grandezza 4×3, e penso che sia un manifesto tradizionale e graficamente equilibrato – a parte il simbolo collocato in una posizione troppo centrale.

E’ l’unico manifesto a contenere un hashtag, #patriotiditalia, e possiamo trovare il riferimento al sito web e ai canali social, proprio come nei cartelloni del Partito Democratico.

Tiriamo le somme: quale lingua parlano i manifesti elettorali?

I manifesti elettorali servono ancora a informare e influenzare le scelte di voto degli elettori oppure no? A mio parere, gran parte dei manifesti ha una struttura troppo tradizionale e statica e aggiunge ben poco rispetto a quanto non si sia detto già in televisione. Penso che i manifesti elettorali lungo le strade ci dicano solamente che ci troviamo in periodo di elezioni e credo davvero che possano aiutare gli elettori indecisi ad orientarsi. Ma penso che la campagna elettorale vera e propria sia distribuita in tutte le piccole e grandi iniziative, commenti e discussioni che i politici fanno nel corso dell’anno: a volte dibattiti e punti di vista interessanti e condivisibili, altre volte semplicemente “uscite” e scaramucce che ci proiettano in un clima di perenne campagna elettorale in cui viene evidenziato soprattutto ciò che non va, a scapito delle proposte costruttive e dei programmi.

Articolo di: Alice Palombarani

Scritto e pubblicato il: 24/02/2018

 

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