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La sfida di Maria, in Erasmus a Parigi: "Qui non si fanno fermare da nulla"

La sfida di Maria, in Erasmus a Parigi: “Qui non si fanno fermare da nulla”

Oggi la Francia ricorda le vittime degli attacchi di matrice islamica che il 13 novembre 2015 hanno colpito il Bataclan, lo storico teatro di Parigi, e lo Stade de France nel comune di Saint-Denis. Inoltre poche ore fa il presidente Macron ha esteso la chiusura nazionale fino al 1° dicembre.

Fare l’Erasmus in Francia in questo periodo non è semplice. Maria Stocchi, 24enne di Gubbio, studentessa di Traduzione e Interpretariato all’Università per Stranieri di Perugia, ha deciso comunque di partire per ampliare le proprie prospettive e capacità. L’abbiamo raggiunta su Whatsapp.

I luoghi più noti della ville lumière sono deserti e il paese si trova in lockdown dal 30 ottobre. Nell’ultima settimana sono stati circa 500 i decessi al giorno. Filmato di Maria Stocchi.

L’Erasmus in Francia durante il lockdown

«Ho deciso di partire nonostante la pandemia perché questa era la mia unica occasione e non volevo assolutamente perderla». Bisogna essere molto decise! «Ho detto: “mi faccio forza, parto, poi vedrò come va”. Sono molto felice di non aver rinunciato».

L’Italia affronta la pandemia in modo più responsabile rispetto agli altri paesi – dicono al tg. Hai notato differenze, fra Italia e Francia, nel modo di contrastare il virus? «Qui c’è l’obbligo di mascherina 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 anche all’aperto ma, nel periodo precedente al lockdown, scarsa attenzione. Poco distanziamento, mezzi e bar sempre pieni». Secondo Re-open EU, piattaforma ufficiale che raccoglie i dati sui contagi a livello europeo, all’11 novembre in Francia si contano 22.180 casi positivi. Anche la Francia ha visto le manifestazioni di negazionisti, proprio come quelle avvenute a Roma il 5 agosto, il 5 settembre e – finita con un flop – quella del 5 novembre.

In Italia il DPCM del 3 novembre ha introdotto il divieto di uscire – se non per comprovate esigenze di salute o lavoro – dalle 22.00 fino alle 5.00. Inoltre, il Governo ha confermato sia la chiusura di bar e ristoranti alle 18.00 che la sospensione delle attività sportive già stabilita il 26 ottobre, con forti ripercussioni su palestre e piscine.

«Girando per la città prima del lockdown – tranne che per la mancanza di turisti – non ci si accorgeva di quanto fosse grave la situazione contagi. Il 1° ottobre Parigi era una zona di allerta rinforzata e i locali chiudevano alle 22». Mentre a Lione, Lille, Grenoble e Saint-Etienne i bar erano già chiusi e i negozi dovevano rispettare la limitazione degli ingressi.

erasmus covid-19 francia
La prenotazione obbligatoria dei test rapidi, in Italia, è stata introdotta per alleggerire le lunghe code ai drive-in. «Qui invece il procedimento per fare un tampone è molto semplice e veloce», racconta Maria.

Attacchi terroristici, la reazione dei parigini

Non bastava trovarsi in Erasmus in Francia durante il lockdown. Negli ultimi mesi Parigi è stata anche teatro di attacchi terroristici. Il 16 ottobre Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov, 18enne russo di origini cecene, ha assassinato un insegnante di storia che aveva mostrato delle vignette di Charlie Hebdo in classe. Ancora, il 25 settembre un 18enne di origini pachistane ha accoltellato due passanti di fronte all’ex sede del settimanale satirico. Qual è l’atmosfera adesso? «Personalmente non ho avvertito nessun cambiamento, l’atmosfera è quella di sempre. Qui non si fanno fermare veramente da nulla, né dal virus né dagli attentati. Parigi è una città in cui sembrano essere pronti ad affrontare qualsiasi avvenimento. Una delle cose che ho avvertito di più durante il mio primo mese qui è proprio la sensazione che qui le persone non abbiano paura di niente».

Buon proseguimento Maria e in bocca al lupo a tutti coloro che hanno deciso di intraprendere un percorso di studio all’estero durante il Covid-19. Bonne chance!

Alice Palombarani

Scritto e pubblicato il: 13/11/2020

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