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Covid-19, la concentrazione è una sfida domestica. Ma un'ora d'aria è possibile

Covid-19, la concentrazione è una sfida domestica. Ma un’ora d’aria è possibile

Con il Covid-19 trovare la concentrazione è una vera sfida. Questo nuovo attore politico influenza le giornate. Abbiamo cambiato le nostre attività: alcune sono terminate, altre ancora le abbiamo semplicemente messe tra parentesi. Il gioco sta nel costruirsi una routine quotidiana. Da soli oppure con gli altri, ma a distanza.

Sotto il Covid-19 la concentrazione inizia con una nuova routine

Svegliati, preparati, vai al lavoro o all’università. Pranza, rimettiti al lavoro. Torna a casa e dedica del tempo a te stesso, poi vai a letto che domani sveglia alle 7. Sembra passato remoto, ma era solo otto mesi fa. L’emergenza sanitaria ha interrotto il solito tran tran. Abbiamo preso confidenza con parole nuove, nuove abitudini: smart working, didattica a distanza, didattica digitale integrata.

Spesso ci sentiamo come la signora qui sotto, vero?

covid-19 difficoltà concentrazione

Cosa hanno in comune queste situazioni? Il fatto che devi gestirti da solo. E se all’inizio poteva essere una novità, adesso è subentrata stanchezza e frustrazione. Come facciamo a concentrarci, se di là c’è il divano?

Ricarichiamo le batterie. A distanza

Una soluzione c’è: ritagliarsi degli spazi per “ricaricare le batterie”. Nelle nostre città – come a Roma, nella mia esperienza – esistono spazi dove poter lavorare/studiare all’aperto e nel pieno rispetto del distanziamento fisico per coniugare prevenzione contro il Covid-19 e concentrazione. Basta fare una ricerca online e curiosare un po’ (ripeto: nel massimo rispetto delle norme anti-Covid e seguendo l’indicazione delle autorità di limitare il più possibile le uscite).

Personalmente, ho vissuto la più profonda esperienza di concentrazione da febbraio a questa parte proprio in un luogo del genere. Seduta a un tavolo con gli altri a quattro metri di distanza. Il filosofo diceva: siamo animali sociali. Come dargli torto?

A mio parere, il modo per uscire da questo periodo non è tornare alla normalità di prima. Al contrario, penso che questa sia una delle tante normalità possibili e che la parola più corretta da usare sia RIAVVIO, come racconto in questa puntata di “Radionderoad – Voci da Tor Sapienza” (minuto 14:20).

In questo periodo siamo cittadini di un eterno presente. È la nuova normalità – una delle tante normalità possibili. Ma non è una situazione assoluta: si può socializzare anche a distanza. E, in queste “boccate d’ossigeno”, capiamo che a cambiare è sia il nostro universo di riferimento che l’orizzonte degli eventi. Una spruzzata di concentrazione, di entusiasmo, di risorse per affrontare la giornata. Questa situazione non durerà per sempre: può essere complicata, ma dentro abbiamo tutte le risorse per affrontarla. Sta a ognuno di noi capire come riattivare le risorse sopite.

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