“Dove vuole andare a parare?”, mi chiedo leggendo le prime pagine di ‘Il Parnaso ambulante’, delizioso racconto scritto nel 1917 dallo statunitense Christopher Morley, nato alla fine dell’Ottocento e scomparso al tramonto degli anni Cinquanta.

A tutti gli effetti, si tratta di un romanzo di formazione incentrato su una donna di quasi 40 anni – perché è sempre il momento di scoprire nuovi lati di sé – che acquista un carrozzone stracolmo di libri e parte per un viaggio in compagnia dell’ex proprietario, un vispo uomo dalla barba rossa.
Elena McGill – questo il nome della protagonista – varca così la soglia che la conduce dall’essere la frustrata governante di una fattoria, al diventare una venditrice di libri, libera di scoprire le proprie capacità, i propri limiti, l’amore.
Il racconto tocca con lucidità alcuni temi della questione femminile:
- il carico mentale e la disuguaglianza nella distribuzione delle mansioni e del ruolo di cura
- il maggiore credito dato alla testimonianza dell’uomo invece che a quella della donna
- il rapporto con il denaro
- la sicurezza
2025, niente di nuovo sul fronte occidentale :-/
E, in più, il tema di una velata grassofobia che emerge dallo sguardo che Elena rivolge a se stessa.
Inoltre, ho trovato molto interessante il diverso rapporto che la protagonista sviluppa con le due figure maschili: da un lato, l’oppressivo fratello Andrea; dall’altro, l’entusiasta professor Mifflin, ex proprietario del bibliobus, con cui (spoiler!) nascerà una storia d’amore.
A tal proposito, gli unici passaggi del romanzo che personalmente ho trovato un po’ datati e problematici, sono due: a un certo punto Elena pensa al professor Mifflin e lo chiama “padrone” (sigh!) e, pur di ritrovarlo dopo un breve allontanamento, fa il voto di seguirlo ovunque lui decida di andare, senza parlargli per trovare un compromesso.
Al di là di questi due punti, che andrebbero contestualizzati e discussi assieme nel caso in cui a leggere il libro sia una persona giovane, ‘Il Parnaso ambulante’ è una lettura fresca e frizzante da considerare fra una più impegnativa e l’altra.





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